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Eredità agli ex coniugi, quando e in che misura spetta e differenza tra marito e moglie separati o divorziati: leggi in vigore e chiarimenti

Quali diritti possono far valere su eredità moglie o marito separati o divorziati? 

Le leggi sulla successione dell’eredità in Italia prevedono norme specifiche relative alla trasmissione di beni e patrimoni di una persona defunta ai suoi eredi sia in presenza che in assenza di testamento.

A regolare la successione dell’eredità sono soprattutto le leggi relative alle cosiddette quote legittime, vale a dire percentuali fissate dalla legge stesse del patrimonio e dell’eredità nel suo complesso spettanti ai parenti e familiari del defunto in base a grado di parentela tra defunto e familiare e che valgono anche in presenza di testamento, se cioè vi sono disposizioni reali ed effettive scritte dal defunto quando ancora era in vita e nel pieno delle sue facoltà di intendere e volere.

In base alle quote legittime, pur in presenza di testamento, nessun erede legittimo può rimanere senza la propria quota di eredità. Neppure un ex coniuge. Vediamo cosa prevedono le leggi nello specifico in merito.


Eredità moglie o marito separati o divorziati quali diritti sussistono

  • Eredità moglie o marito separati o divorziati quali diritti sussistono
  • Condizioni per far valere diritti eredità moglie o marito separati

Se le leggi prevedono la successione di una eredità anche agli ex coniugi, è innanzitutto bene chiarire che l’eredità nel caso di ex coniugi spetta a marito e moglie separati ma non a marito e moglie divorziati. Ciò significa che possono far valere diritti sull’eredità dell’ex coniuge marito o moglie separati e non ancora divorziati. Se è stata già emessa la sentenza di divorzio, per ex moglie o ex marito non sussiste alcun diritto ereditario.

Secondo le leggi attuali, se si è separati e uno dei coniugi scompare, il coniuge superstite è erede naturale, come se il matrimonio fosse ancora in corso, e ha diritto a ricevere la quota ereditaria prevista per legge, ma se si divorzia, l’ex coniuge superstite non ha alcun diritto nella successione ereditaria dell’ex coniuge defunto, per cui non riceverebbe nulla.

Con il divorzio, infatti, il vincolo matrimoniale viene definitivamente sciolto e si perdono i diritti successori acquisiti con il matrimonio, per cui l’ex coniuge divorziato esce definitivamente dall’asse ereditario del coniuge defunto. 

Esiste una sola eccezione in tal senso e avviene quando in caso di divorzio, la cui sentenza è stata emessa prima del decesso del coniuge, il marito in vita stava versando alla ex moglie l’assegno divorzile. In questo caso, la ex moglie non ha diritto a quote dell’eredità dell’ex marito, ma gli eredi devono continuare a versare alla moglie lo stesso assegno divorzile che versava regolarmente l’ex marito. 

Condizioni per far valere diritti eredità moglie o marito separati

Assodato che sussiste solo per i coniugi separati e non per i coniugi divorziati la possibilità di fare valere diritti sull’eredità del coniuge defunto, è bene precisare che ex moglie ed ex marito separati possono far valere diritti sull’eredità dell’ex coniuge defunto solo se si rispettano specifiche condizioni.

Stando, infatti, a quanto stabilito dalle leggi in vigore, se marito e moglie si separano l’eredità dell’ex coniuge spetta solo se all’ex coniuge che resta in vita non è stata addebitata la separazione. In particolare, la legge prevede al coniuge responsabile della separazione spetti solo un assegno vitalizio se al momento dell’apertura della successione riceveva l’assegno di mantenimento dal coniuge deceduto.

L’assegno deve essere calcolato in misura proporzionale al valore dell’eredità e alla qualità e al numero degli eredi legittimi. Se, dunque, al coniuge rimasto in vita è stata addebitata la separazione, non spetta nulla e perde ogni diritto sull’eredità dell’ex coniuge deceduto. 


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