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Alla lista dei paesini italiani che mettono in vendita case a 1 euro si aggiunge anche Ripacandida in Basilicata. Andiamo alla scoperta di questo borgo in provincia di Potenza e del bando.

Ripacandida è un piccolo borgo di circa 1.700 abitanti, con un caratteristico centro storico medievale, che sorge su una rupe immersa tra le colline della zona del Vulture-Melfese. Il territorio, inoltre, si estende lungo le pendici del massiccio vulcanico del Monte Vulture e costituisce una vasta sottozona della regione lucana, caratterizzata dalla coltivazione e produzione delle uve “Aglianico”, che danno il nome al famoso vino Aglianico del Vulture.

Nel centro storico di Ripacandida si possono trovare palazzi baronali del 1700 e 1800, tra i quali c’è Casa Lioy, un palazzotto edificato intorno all’anno 1089, su manufatti di epoca sicuramente precedente. Degna di nota anche l’antica dimora gentilizia di Palazzo Baffari-Rossi, il cui piano inferiore ospita la Galleria Civica d’Arte di Ripacandida.

Come specificano direttamente dall’amministrazione comunale, l’iniziativa delle case a 1 euro a Ripacandida ha l’obiettivo principale di recuperare la funzione abitativa del Centro Storico, riqualificandolo anche tramite un tessuto sociale. Per farlo, è necessario passare per una riforma urbanistica-edilizia che favorisca l’insediamento abitativo di famiglie, di attività turistico-ricettive, di negozi o botteghe artigianali o sociali.

Recuperare, valorizzare e mettere in sicurezza gli immobili di proprietà privata siti nel Centro Storico garantendone la sistemazione igienico-sanitaria significa anche aiutare l’economia locale attraverso l’impiego di ditte e manovalanza del posto nel processo di recupero. Per questo la vendita di casa a 1 euro a Ripacandida concorre alla crescita socio-economica del paese, attraverso il recupero di un tessuto storico, architettonico.

Ma si tratta di un’iniziativa di vitale importanza anche dal punto di vista urbanistico, che consentirà, successivamente, di garantire un nuovo slancio dal punto di vista economico, sempre perseguendo l’integrazione socio-culturale, da conseguire attraverso l’estensione dell’offerta abitativa e turistico-ricettiva, anche a soggetti non residenti.


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